domenica, 24 febbraio 2008 - 10:56

E' che ti si vede col filtro degli occhi degli altri. Che credono di sapere ma non sanno un bel niente, e magari hanno anche l'ardire di giudicare.
Il macellaio ti vede come carne da macello, l'insegnante come contenitore da riempire, la parrucchiera come una testa da mettere a posto, il bambino come la necessità di giocare, e mi fermo qua. Nulla è semplice, nulla, ogni cosa te la devi penare e guadagnare, E' che non camminerai mai forse sul morbido prato della favola che ti sei disegnata in testa, no. Ma sempre in bilico su di un equilibrio? Forse, da qualche parte c'è un equilibrio.
Ascolta l'infinito, canta la Mannoia, il cuore di latta non ha fatto che guai, e di notte si addormenta e qualche volta stringe i pugni, e anche io, spesso, ma me ne accorgo dopo ore di sonno, dai segni delle unghie nei palmi. Non so, stamattina spaccherei un muro a calci, ma sto bene, sto bene. Giusto per scaricare un pò.
   E cercami, cercami, diamine. Sempre. In questa vita che non ci dà nessuna certezza.
E dunque, chi è che ti vede te e basta? Lo specchio. E il cielo, forse, solo il cielo, lì a coprirti e a rassicurarti che ancora mille albe e mille tramonti, ci saranno, e acqua e ghiaccio, forse, ma nulla a travolgerti più di tanto, nulla a punirti, solo qualcosa necessaria alla vita tua e di chi ti circonda.
 Le parole spesso sono perle in pasto ai porci, ma pazienza. Non perchè siano 'ste perle, ma perchè non sono mai state esercizi di stile ma vita vera. Sono pensieri e sono me, e prima o poi spariranno, le immagini spariranno e la musica pure. Puff. Ma le emozioni e il tormento e tutti gli attimi di magia, che restano scritti tutti uno dietro l'altro e non si possono cancellare, qui.
 E allora cosa resterà? Io. Soltanto Io.

au revoir..  

FairySilviet - Permalink -

Categoria --- >

Bookmark this link on:


Template: modified by R.T.