


Shh, lei non lo sa, ma oggi scrivo di lei. O meglio, di noi. Certe volte ho l'impressione che tra noi funzioni, che siamo un'accoppiata vincente. Lei dice, la sinergia delle nostre forze. In cosa? Cabaret: quando siamo noi due si riesce a tener banco in una serata qualsiasi, e con qualunque compagnia, anche la più noiosa. Sai cosa? E questa è per pochi...Noi ci si riconosce diverse in questo posto, ma si riconosce la nostra unicità. Si improvvisa una serata diversa ai fornelli, un pomeriggio di restauro sedute in salotto, un martedì sottocoperta con un film, una domenica fuoriporta a scattar foto. Le (per ora) è la mia fotografa di fiducia, la confidente e quella che si prende il feedback delle mie paranoie e degli slanci, lei divide con me paneaicereali e merendine. Coi compiti da preparare insieme e i problemi da decifrare. Che si commuove quando un'alunna dopo il filmato sulla riproduzione umana, le dice che è una cosa meravigliosa, con le lacrime agli occhi. Ci piange su anche lei. Noi con tutti i nostri saldi di fine stagione, i miliardi di collant colorati e le maglie e le collane. Che ci manca pococosì a capirci anche solo con un microcenno dell'occhio. E..ops..peccato per chi non ci va a genio!! La mia Sofia Loren, sì..Lei che la domenica mattina fa la schiumetta sul cappuccino. Lei che mi confida i sogni e le paure. L'ammiro, col suo carattere forte e nella sua fragilità nascosta, ela vanità di quando si scatta e ferma da sola i suoi splendidi sorrisi. Io ci ho la fissa per le mani, e lei ha dele mani meravigliose. Pazienti, amorevoli, da mamma. Passionale e femmina, è. Intelligente, brillante e attaccata alle sue radici come una quercia enorme alla sua terra. Un gran bell'esemplare di femmina del sud, la mia Vale :) un viso anni 60, occhialoni e vestiti colorati. Io ti ci vedo, con quello splendido vestito, a coronare un sogno. So che ci credi anche se dici di no, e ci credo anche io per te. Ecco.
e questa qua oggi mi commuove. E' perfettamente incollata negli occhi e nella pelle di chi cammina che sembra un uomo, con le scarpette di gomma dura, [chè quando si ama, il cuore è a volte pieno di paura]. perchè, non abbia paura a sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.
E ne vedremo di giocatori che non hanno vinto mai ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro
e adesso ridono dentro a un bar, e...sono innamorati da dieci anni con una donna che non hanno amato mai.
a chi, ha messo il suo immenso cuore dentro alle scarpe per correre più veloce del vento.
Prese un pallone che sembrava stregato, accanto al piede rimaneva incollato,
entrò nell'area, tirò senza guardare ed il portiere lo fece passare.
Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette,
questo altro anno giocherà con la maglia numero sette.
grazie Gianp per l'upload!
Iniziati i tornei di pallamano, people. Mica bruscolini, eh..E s'è sparsa la voce che la profe di matematica fa da antisfiga, quindi urge tifoseria, quando è possibile. La mitica seconda A è partita con entusiasmo, e il sostegno non mancherà di certo. Giovedì, dopo un paio di ore di strenue battaglie tra il mio unico neurone malmesso e 25 singoli neuroni recalcitanti, il mio (ciop) sventolava una bandiera bianca, con su scritte equazioni di primo grado. Sopravvissuto, era ben lieto di mettersi in stand by pigiamaepantofole, portando la seconda in palestra a giocare la prima partita del torneo: contro la 2D. Ok. Stracciamoli. La profe, pronta x un tifo sfegatato ma contenuta, dato il ruolo di profe, eh. La profe, che li osserva, fare gioco di squadra, amici, complici, ragazzi. In questi momenti li vedi così come realmente sono, spontanei, osservi le sfumature del loro carattere. Il timido, l'impacciato, il furetto, il furbo. Chi sa collaborare, chi viaggia da solo. Le ragazze, uno splendore in pantaloncini e capelli legati, casacchina e sorrisi. Corrono, passano, segnano. cadono e si rialzano, qualcuno li tocca e melodrammatici simulano ferite mortali. Sono splendidi, così pieni di vita. E così la prima partita è vinta. oggi, la seconda, contro la 2B. Distruggeteli. Ehm, gli porto la tifoseria, i pulcini di prima. Ragazziiiiii, mi raccomando: uno, nella prima ora lavoriamo. Due, in palestra, silenzio. Tre, niente tifo contro gli avversari! Mi raccomando (sguardo severo..cce provo). Ok, si scende, ci si posiziona, inizia la parita. Io presa dal passaggio, dal timore che Giacomo si scagli a peso morto contro uno a caso degli avversari: peraltro, una classe di bestii mastodontici, caz. Enormi, erano. La Giorgia insiste x mettere anche a me il laccetto giallo portafortuna, e vabè. Matteo GRAVEMENTE FERITO, al suolo che si abbraccia la caviglia, resisto un attimo poi corro: vabbuò, non s'è fatto niente....Ma la partita non prende la piega giusta, ci stanno stracciando loro. Nel momento catartico, quando c'è da giocare il tutto x tutto, i miei "cuccioli" che fanno???? Iniziano a fare il tifo x gli avversariiiii!!!!! ARGH. Nulla è come sembra gente. Mai dare niente x scontato! Poveriiii! :( han perso. ma son bravi, ma tanto. e "gli" voglio un gran bene :)
"Vorrei continuare con un esame del Tempo; dal momento in cui nasciamo entriamo a far parte del suo scorrere, lo misuriamo e lo segniamo, ma non possiamo sconfiggerlo, non possiamo neanche accelerarlo o rallentarlo. Oppure si?"
Un'illusionista si innamora di una donna. Riesce a conquistare il suo cuore ma per difendere l'amore appena nato dovrà far ricorso ai suoi poteri.
In un mondo d nulla è come appare, un'illusionista di nome Einsenheim e l'ispettore di polizia Uhl, si confrontano in una sfida di volontà nel cercare di determinare dove finisce la realtà e dove inizia la magia, mentre si offusca la linea immaginaria che divide il potere e la corruzione, l'amore e la devozione, l'essere vigile e la mania ed infine la vita e la morte.
Inizi del XX secolo, in Austria (che ritroviamo per le vie di Praga, dove è stato girato il film). Eisenheim è un adolescente innamorato (e ricambiato) della bella Sophie von Teschen: la ragazza però, è promessa sposa del Principe Leopoldo, erede al trono. I due sono costretti a separarsi, Eisenheim scompare dalla circolazione. Passano 15 anni. Quando Eisenheim inizia ad esibirsi con i suoi stupefacenti spettacoli a Vienna, le voci su di lui e sui suoi poteri iniziano a dilagare, fino a raggiungere l'orecchio di uno degli uomini europei più potenti e pragmatici, il Principe ereditario Leopold. Certo che l'illusionista sia solo un truffatore, Leopold va a vedere uno degli spettacoli di Eisenheim convinto di poterlo smascherare durante la performance. Ma quando la bella fidanzata e compagna del Principe, Sophie , aiuta il mago sul palco, Eisenheim e Sophie si riconoscono poiché durante l'infanzia si erano già conosciuti e così un amore sopito si risveglia prepotentemente. Con Eisenheim e Leopold che competono per l'amore di Sophie, appare chiaro che entrambi faranno di tutto per averla accanto. Mentre la storia clandestina continua, Uhl è incaricato da Leopold di intensificare i suoi sforzi per smascherare Eisenheim, anche se il mago riceve sempre più consensi dall'opinione pubblica. Con Uhl alle calcagna, Eisenheim si prepara ad eseguire la sua più grande illusione.
Tutto è illusione, su di un palco fiorisce in un attimo un arancio, poi due farfalle escono dall'albero e tengono su, in volo, un fazzoletto. Una donna si specchia con un insolito alter ego, su di un palco appaiono spettri. Ma non si tratta di magia: è illusione. Finzione cioè. Eisenheim è un enigma, è un uomo impenetrabile: sembra nasconda sempre qualcosa, qualcosa di speciale. Fino alla fine, non capisci se realmente quest'uomo sia dotato di poteri soprannaturali, o se è tutto un trucco.

Ma importa? cioè, che sia trucco o magia: Eisenheim è uomo innamorato, ha un solo obiettivo, e usando ciò di cui è capace, la sua "arte", farà l'impossibile per raggiungerlo. Semplice. Trufferanno tutti, il maledetto Leopoldo, l'incredulo poliziotto. Resterete di sasso, sul finale. Su quel palco illusioni, tantissime. E magia, pure...cioé: amore.
e poi..piangere, per strada verso casa, occhi nascosti sotto gli occhiali da sole in un giorno di nuvole e vento
Ancora mastico teorema di pitagora applicato a triangoli isosceli e prismi sormontati da piramidi, quelle figure da disegnare decentemente e poi restare bloccati un attimo per calcolare l'area di base, che ci vorrebbe Euclide, ma lo abbiamo fatto una vita fa, il mese scorso. E mi arrovello con un quadrato di binomio, cioè in cosa c'è di difficile, per non parlare dei prodotti notevoli, che poi sono una cavolata, niente di notevole davvero. E finisce che la verifica è meglio che la spostiamo se no qui è la strage. E invece dovrei essere più severa, ma avrei dovuto esserlo da tempo, e non solo con loro. E invece.. Ma tanto si sa, la matematica è fatta per essere odiata per un periodo che va dagli 8 ai 13 anni, mi sa, e con lei chi tenta di impartirne i concetti. Tipo io. Che per fortuna sono giovane e forse un pò simpatica, e mi salvo stemperandola con le scienze, dove tento di stupirli con racconti di continenti alla deriva, di cellule di difesa, di un meraviglioso mondo che c'è in una goccia d'acqua. Fino al secondo liceo la matematica piaceva anche a me, poi crasch, lo schianto, il nulla. Che non sono matematica, io, sono biologa, tengo sempre a precisare. E non ho la mentalità matematica, e non sono un'essere razionale, ecco. Tanto per.
I know there's something in the wake of your smile.
I get a notion from the look in your eyes
You've built a love but that love falls apart.
Your little piece of heaven turns too dark
Ieri notte mi sono seduta esattamente al centro dei tuoi sogni. No, non ero all'una di notte davanti alla TV. Ma lì. Lì in quel posto instabile e in bilico, e -non so perchè- sono stata al caldo. Seduta sulla sponda del letto mentre tu dormivi e un filo di luce entrava dalle tapparelle semichiuse. Un respiro finalmente regolare, una specie di pace. Mentre la città era sommersa dal torpore e dall'oblio. Ho cucito parole per te calde come coperte, ho cucito carezze su luo cuore perchè io, io non riesco a fare altro. Ho guardato le mie mani chiedendomi io come sono, e ho sfiorato le tue, piano, perchè il mio tocco non ti svegliasse, sono rimasta a gridare ma senza fare nessun rumore. Ho riempito l'aria della tua stanza con la mia essenza, cercandoti in ogni dove. Come se io fossi lì da sempre. Come se non ci fosse altro attorno a te. Soltanto me. Per questa notte. Solo me. E ho sognato il tuo sorriso. Sei la mia finestra sul cielo. [sometimes, when I look at the sky,it seems like a sea of dreams .I hope all your dreams come true]
Sometimes you wonder if this fight is worthwhile.
The precious moments are all lost in the tide,
They're swept away and nothing is what is seems,
the feeling of belonging to your dreams.
...Domani???

Beep beep beep beep beep beep beep,
go the horns in the cars in the street.
We walked away from the lover's leap.
Opposite directions,
synchronised feet.
Wait wait wait wait wait wait wait,
for the time it takes a heart to mend a break.
How many moons are reflected in the lake?
Can you wait forever if time is all it takes?
Despite all the warnings,
I landed like a fallen star,
in your arms.
Beat beat beat beat beat beat beat,
goes my heart on the side of my sleeve;
whispering something I can hardly believe.
Let me take the lead,
'cause love is all we need.
Mumble, le solite riflessioni dopo pranzo about me. Se le volete sentì, mettetevi comodi, se no ciao :) Ci pensavo poco fa lavando i piatti. La fretta. Io faccio tutto in fretta, ecco.
mi alzo quei 40 minuti prima di uscire, e in mezz'ora faccio tutto, colazione lava -vesti - e trucco, tutto, di volata, finendo sempre prima di tutte. Mai al trucco più di dieci minuti, mai indugiare a colazione. la domenica famo la colazione rilassata, sedute e con tutto il ben di dio, ma io come sempre divoro. Lavo i capelli? sono una massa enorme ma 15 min ce la fo.
Scuola, ok, i tempi sono quelli c'è poco da dire.
Pranzo, rapida. Approccio aggressivo al cibo, mangio in fretta. Dovrei obbligarmi a gustare con calma le cose, ma non ce la faccio. Golosa di dolci, io divoro. Fa-go-ci-to.
Cucina da rassettare? quando tocca a me state certi che in 20 minuti è tutto finito, come una saetta pulisco qua, sistemo là, spazzo op op e via. Manco me ne accorgo che è tutto a posto. Zac. Devo cucinare? il diavoletto della Tasmania, rapida, senza pesi nè misure, creo il caos ma il risultato è sempre ok. Ma state fuori dalla cucina che éééé meglio.
poi, ovvio, vorrei dormire ma non riesco, e allora semmai posto. parole che si rincorrono e si accavallano, ci trovate una miriade di errori, che poi odio rileggere quindi amen, l'importante è che si colga il segno. (l'italiano lo so). Ma o scrivo così al volo, o nulla. se rileggessi cancellerei tutto, se mi prendessi tempi e pause non scriverei nulla. Faccio shopping? odio provare i vestiti,e o compro senza provare o lo faccio talmente veloce che dopo il secondo già non ho più voglia e via. Ho un metabolismo veloce come me, qualcuno mi diceva che se facessi un pò di movimento sarei una silhouette, se faccio un'escursione aggredisco la salita, svetto e via. whoom, divento una torcia in 3 secondi....e via di seguito, la spesa, le pulizie del venerdì libero, che poi diventa la giornata più persa di tutte, che per sistemare casa la passo a casa e vola via veloce come me e siamo già al sabato lavorativo.
il tempo corre insieme a me, facciamo running insieme, ma io a volte sono più veloce.
[Poi la sera è diverso, quando si mescolano le parole e i sogni prendono forma e c'è tempo per ridere e rilassarsi un pò, ed allora è il tempo a scherzare con me e in un attimo passano tre ore.Vabè]
Sono volati 5 mesi da che ho messo piede qui, più di metà anno scolastico. Minchia.
Prendo il caffè con calma, e penso a cosa vuol dire gustarsi un pomeriggio e poi una serata, e una notte intera senza orologio, senza la necessità di correre, senza attenzione a questo moto di rotazione/rivoluzione e a quanto ci mette, solo quel tanto che basta per avvertire fame e poi sete e poi sonno.
mi accendo una sigaretta e mi abbraccio. Forse. Io mi abbraccio molto poco.
P.S.ieri ho ascoltato questa frase due volte, la prima in tv e la seconda pure, la prima era Licia Colò in un'intervista e la seconda Demi Moore in proposta indecente.
La fisso qui a mò di post-it : "se vuoi qualcuno a tutti i costi lascialo libero... se torna da te è tuo per sempre, se non lo fa allora tanto per cominciare non e mai stato tuo. (mica facile...)
P.P.S voglio lasciare anche un pezzo, di cui ieri ho trovato titolo alla sister, bello. Beep beep song di Simone White. prossimo post.
P.P.P.S. Un inchino alla Vale, perchè anche nei pomeriggi del cavolo, quelli in cui non gira, mi guarda in faccia e mi dice, mò t' facc' na facc' e pacchere (ti schiaffeggerei)e poi finisce che ci si vede un film [Stardust, fantasy carino, un mix di amore, fantasia, colpi di scena, ironia con quel pezzo di femmina della Pfeiffer e quel pezzo di 'omm di De Niro e una stella che regala il cuore ad un poeta e ne riceve il suo in cambio] e ci si mette a cucinare e in cucina tutto gira per il verso giusto, che poi se non fosse per noi, ehhh! in questa casa si mangerebbero sempre le solite cose. Mica provola impanata al forno, su di un letto di pane morbido! mica panzerotti farciti di patate e formaggio! Eh? au revoir
l'alba iniziava a tingere di chiarore lasciando scorgere una densa coltre di nebbia. L'aria gelida pungeva il viso e le mani. ma c'era da camminare. Quella notte la voce aveva parlato chiaro, c'era da levarsi di buon'ora e mettersi in cammino.
La bambina con quei quattro straccetti che aveva indosso e un paio di calzari troppo leggeri per quella rigida aria invernale, così fece. Una sacca con un pò di provviste che sarebbero bastate a malapena per una giornata, la punta del naso già rossa e i capelli ancora spettinati, uno sbadiglio dipinto sul volto.
ormai non restava che incamminarsi, il Gelo aveva portato via tutto quanto di caldo e vero avesse avuto in casa, strappando via dapprima gli affetti, poi il dolore, infine anche i ricordi. Nons apeva più chi era, cosa era stata e cosa sarebbe stata. solo che doveva camminare, e che il cammino sarebbe stato anche duro e lungo, da come si preannunciava.
ma nulla era sulla porta a piangere la sua partenza, nulla ad aspettare il suo ritorno. forse un pettirosso, silenzioso su di un ramo, lo stesso che giorni prima inconsapevolmente aveva portato buone nuove. Le aveva cantate per lei dal ramo, ma lei non sapeva.
cammina cammina, vento gelido sulle guance rosse, mani infilate nelle tasche fredde, un fruscio di foglie secche da lontano. Poi sempre più vicino. Una volpe le si para davanti. come ti chiami? le fa. Io..non lo so. Bene, piccola. Io ti darò un nome. Il tuo nome l'hai dimenticato, forse un giorno ritornerà. Ti incontro in questo bosco, per me sei una creatura dei boschi. ti chiamerò Silvia.
bene, rispose la bambina. mi piace. grazie Volpe,cosa posso fare per te? Nulla, piccola sil. Mi basta condividere con te un pezzo del tuo cammino, e quando sarà il momento ci separeremo.
Il cammino si faceva via via meno faticoso, mentre le ore più calde del giorno si paravano davanti alla piccola e al suo nuovo amico. Le raccontò per strada come si conduceva la vita in quel bosco, mostrandole uno ad uno i suoi inconsueti abitanti.
ad un certo punto, sul far di mezzogiorno, un verso acuto ruppe il silenzio del bosco.Chi era? fu presto detto, Allodola stava per fare irruzione, svolazzando leggero fin sulla spalla di sil. Ciao, e tu chi sei? Io mi chiamo silvia, sono una creatura dei boschi. Io sono l'allodola, e canto tutto il giorno. Sono qui per te, e t'insegnerò a cantare le tue emozioni. Cosa sono le emozioni allodola? Cara sil, non posso spiegartelo ora. Un'emozione è qualcosa che farà vibrare il tuo cuore o lo farà piangere, ma le capirai soltanto quando ne assaggerai una. Ascoltami, sarò sulla tua spalla per un pezzetto del tuo cammino, e canterò per te.
e così allodola cominciò a cinguettare felice, e ad ogni pezzo il suo canto si faceva più melodioso, e la sil aveva strane sensazioni. Ricordi. Una carezza nel cuore della notte, una sorpresa quando non se l'aspettava, le ferite delle percosse in quel tragico pomeriggio. E Allodola la osservava, e continuava a cantare. Ora tu..la musica lei la sentiva dentro, ma le note si strozzavano in gola. Non riesco..non riesco. Un blocco alla base della gola e due lacrime che scendevano giù dalle guance. Sì, piccola, stai imparando. un pò di pazienza e riuscirai. c'è troppo lì dentro, e deve uscire lentamente e poco per volta.
Il pomeriggio stava per calare sui due che soli percorrevano il bosco, respirandone ui profumi ed emettendo quei suoni. Ancora, un avisita, dal cielo. Era signor Gufo, che con la sua mole atterrò su di un grosso ramo e la fissò con enormi occhi indagatori. Ciao, e tu chi sei? sono sil, creatura del bosco. Ho imparato a cantare, canto le mie emozioni. E tu chi sei? io sono sior Gufo. So molto di quello che c'è da sapere sulla vita e su come funziona il mondo, e te ne farò dono. E mentre allodola si dileguava, Gufo prese il suo posto, e cominciò a raccontare. E più raccontava, più il cammino si faceva leggero, e le cose intorno acquistavano colori caldi, e nomi, e i ricordi aumentavano.
Una gita allo zoo, carote per il canguro. Costruire una zattera con pezzetti di legno in un parco. Volare sull'altalena più alta...le lacrime scendevano ormai copiose, mentre la piccola sil cominciava a capire cosa fossero le emozioni. Una mamma, i suoi occhi e le sue mani. Una colazione a letto in un giorno di malattia. La varicella, e la spesa al supermercato seduta nel carrello della spesa. Ma anche, grida e mani sulle orecchie chiusa in un acamera. Pe non sentire. La paura. La paura. La sentì proprio mentre Gufo raccontava dell'ira degli uomini, delle guerre e dell'odio. Percepì la paura. Di restare sola, ora che ricordava cosa era stato aver attorno a sè qualcuno. Avrebbe voluto addormentarsi e dormire un lungo sonno, e dimenticare di nuovo. Le mancava l'aria. ma Gufo la esortava a continuare.
Le mostrò animali e fiori, il sole e le stelle, e molte altre cose, e le disse che tutto questo non sarebbe rimasto dentro di lei, ma che un giorno lo avrebbe racontato a piccoli esseri curiosi e affamati come lei si sapere.
Poi il gufo tacque, lasciando per un attimo che lei avesse tempo di far silenzio in quel frastuono che aveva dentro. Troppo forte, troppo per lei. Ma doveva sapere. Alla fine volò via, salutandola affettuosamente. Chi le ricordava? Lui, sì, il suo saggio, nelle sere d'estate a raccontarle costellazioni, e a darle spiegazioni a tutti i suoi incessanti perchè. sempre con tanta pazienza. Lui. papà.
la sera scendeva sul bosco ma stranamente lei non aveva freddo. trovò riparo in un enorme tronco che era talmente grande e cavo da simulare una caverna.
stava per prepararsi per la notte, quando nel buio sentì un fiato caldo vicino al viso. Chi sei? ho paura. Stai tranquilla, sono Lupo. Come ti chiami?
io sono silvia, vivo qui nei boschi, so cantare le mie emozioni e conosco un pò di come funziona il mondo. Un giorno lo racconterò a qualcuno. Io resterò qui con te piccola silvia. Stanotte ti regalerò la forza, e la pazienza. Ti saranno utili quando dovrai combattere a piedi scalzi nel mondo, con le persone che in contrerai, per non farti schiacciare ancora, e per non stancarti quando il cammino si farà duro. Resterò con te stanotte, e nei tuoi sogni riuscirò ad infonderti la forza necessaria a superare le avversità. Ti sveglierai nuova, pronta a ricominciare il tuo viaggio. la forza sconfiggerà la paura e la pazienza non ti farà arrendere.
detto questo, Lupo si accucciò accanto a lei. sentì un bel calore che la pervadeva, un caldo rassicurante, che sapeva di giornate al sole e di corse in spiaggia, di castelli di sabbia e di quella volta in bici. la prima, l'ultima. Sapeva di tagli e cicatrici, e di pelle nuova, sapeva di battiti forti e di cure, di ascoltare e di comprendere, di donare una piccola parte o una grande parte, senza mai chiedere niente. E sapeva di una nuova ventata, il chiedere, il volere.
Dormì in un baleno, sogni tranquilli e colorati, sotto un cielo talmente pieno di stelle, che la osservavano tutte da lassù. Lei non lo sapeva, lei era sola in quel mondo, ma in realtà non lo era più.
la mattina successiva le sembrò di vedere una volpe di sfuggita, di sentire il canto di Allodola e di essere osservata dagli occhi esploratori di sior Gufo. Lupo già non c'era più..ma la sensazione che aveva lasciato era incredibile. sentiva come un fulcro che le dava energia e voglia di camminare, senza sapere il perchè, e le sembrava possibile qualunque impresa.
s'incamminò con un sorriso dipinto sulle labbra e le guance rosse e il passo svelto. Ancora una visita l'attendeva. Se lo sentiva. e si fece vedere dopo poco. Un bellissimo enorme cavallo nero, lucente e fiero come non ne aveva mai visto.
le andò incontro, la criniera svolazzante al vento, un luccichio negli occhi. E tu chi sei? Io sono silvia, una piccola creatura dei boschi. Canto le mie emozioni, la felicità e la paura, conosco un pò di come funziona il mondo. E ho dentro di me la forza e la pazienza, che mi aiutano a camminare spedita e a superare la paura, e a fare in modo che la felicità non sfugga di mano. Un giorno ho avuto una mamma e un papà, delle persone che si occupavano di me, e qualcuno mi ha fatto del male. ma so che devo camminare e non mi fermo. e tu chisei?
io sono Baio, e ti accompagnerò in questo ultimo tratto di strada. Ti insegnerò una cosa senza la quale tutto quello che sai e sei finora non serve a niente.
qualcosa per cui vale la pena di avere un nome, di vivere emozioni, di ridere e piangere, di conoscere il mondo e di gestire la tua forza e la tua pazienza. qualcosa alla luce della quale i tuoi giorni avranno un senso, e le tue notti saranno serene. qualcosa da vivere ogni giorno e da trasmettere a chi ti circonda, con una parola, un gesto, un sorriso, o anche solo con il silenzio e la tua presenza. io ti insegnerò l'Amore. E tutto sarà diverso. Ti insegnerò la fiducia,e la pace del cuore. Ma anche la passione. La gelosia e la rabbia. E vivrai tutto quewsto fino alla fine dei tuoi giorni.
Tutto avrà un senso. Sali su. La piccola silvia, fiduciosa, montò in groppa. Baio cominciò a trottare, prima ad andatura sostenuta poi sempre più veloce. Dovette tenersi forte al suo collo, e mentre il vento le sferzava violentemente in viso, gli occhi chiusi, sentiva questa cosa fluire dentro di sè. Piangeva, piangeva a singhiozzi fortissimi. Scorgeva in ogni attimo del suo passato, in una carezza, in una serata a parlare, in una gita in montagna, in due piatti e una televisione, in una telefonata di ore e ore, a guardare il soffitto, l'amore. In tutti i sogni, nelle poesie stupide urlate alla luna, in uno sguardo silenzioso e ferito, in tre parole scritte su di un foglio, in promesse infrante e promesse da scrivere, l'Amore. E si meravigliò di come fino a quel momento ne avesse fatto a meno. Piangeva e continuava a bere quella cosa che fluiva impadronendosi del suo piccolo essere. Poi Baio rallentò e lei prese a respirare in modo regolare. Lo teneva ancora stretto, come se aggrapparsi a lui fosse l'unico scopo della sua vita.
Piccola Sil, trovarai ciò di cui hai bisogno. E' già qui. Tutto quello che hai scoperto oggi era già tuo, ma una serie di circostanze avevano spazzato tutto via. Tutto era nelle tue mani ma tu non lo sapevi. La consapevolezza farà di te una persona vera e ti farà camminare nel mondo e vivere. Regalerai e avrai in cambio. Non stancarti, e non buttarti via. Mai. Non pensare che vali così poco. Credi. Non smettere di amare, e di credere, e di chiedere. Combatti, accarezza con la tua pazienza e graffia con la tua rabbia. Anche quello serve. O tutto morirà dentro. Ora sei pronta. Ne pioverà dal cielo per te. Giuro. -Grazie...-
la piccola sil scivolò giù. poco distante una casa in una radura, la porta semi aperta. Baio era già andato via. A passo incerto, raggiunse la porta, bussò...E qualcuno aprì
E' che ti si vede col filtro degli occhi degli altri. Che credono di sapere ma non sanno un bel niente, e magari hanno anche l'ardire di giudicare.
Il macellaio ti vede come carne da macello, l'insegnante come contenitore da riempire, la parrucchiera come una testa da mettere a posto, il bambino come la necessità di giocare, e mi fermo qua. Nulla è semplice, nulla, ogni cosa te la devi penare e guadagnare, E' che non camminerai mai forse sul morbido prato della favola che ti sei disegnata in testa, no. Ma sempre in bilico su di un equilibrio? Forse, da qualche parte c'è un equilibrio.
Ascolta l'infinito, canta la Mannoia, il cuore di latta non ha fatto che guai, e di notte si addormenta e qualche volta stringe i pugni, e anche io, spesso, ma me ne accorgo dopo ore di sonno, dai segni delle unghie nei palmi. Non so, stamattina spaccherei un muro a calci, ma sto bene, sto bene. Giusto per scaricare un pò.
E cercami, cercami, diamine. Sempre. In questa vita che non ci dà nessuna certezza.
E dunque, chi è che ti vede te e basta? Lo specchio. E il cielo, forse, solo il cielo, lì a coprirti e a rassicurarti che ancora mille albe e mille tramonti, ci saranno, e acqua e ghiaccio, forse, ma nulla a travolgerti più di tanto, nulla a punirti, solo qualcosa necessaria alla vita tua e di chi ti circonda.
Le parole spesso sono perle in pasto ai porci, ma pazienza. Non perchè siano 'ste perle, ma perchè non sono mai state esercizi di stile ma vita vera. Sono pensieri e sono me, e prima o poi spariranno, le immagini spariranno e la musica pure. Puff. Ma le emozioni e il tormento e tutti gli attimi di magia, che restano scritti tutti uno dietro l'altro e non si possono cancellare, qui.
E allora cosa resterà? Io. Soltanto Io.
au revoir..
...Non siamo pazzi quando troviamo il sistema per salvarci. Siamo astuti come animali affamati. Non c’entra la pazzia. E’ genio, quello. E’ geometria. Perfezione: i desideri stavano strappandomi l’anima. Potevo viverli, ma non ci sono riuscito. Allora li ho incantati. E a uno a uno li ho lasciati dentro di me. Un lavoro perfetto. Ho detto addio alla meraviglia, ho detto addio alla rabbia, ho detto addio ai miracoli, ho detto addio alla musica, alla mia musica, il giorno che sono riuscito a suonarla tutta in una sola nota di un solo istante, e ho detto addio alla gioia, incantandola quando, ti ho visto entrare qui. A. Baricco

Non si erano dovuti cercare, semplicemente si erano trovati. Seduti entrambi in due stanze vuote, anni luce distanti [empty] da cui filtrava luce ma senza calore, colore senza sfumature, solo sfumature di biancogrigionero. Suoni metallici eparole inarticolate, fuori un mondo che girava lento e inesorabile, un mondo in cui crescere sogni e speranze, e prepararsi e coltivare un giardino seminando ogni tipo di piante nel tentativo di vederne crescere almeno una forte e sana, piena di linfa e capace di dare frutti. Un miliardo di silenzi e di assenza [i'm not afraid...] di vuoti riempiti da pensieri inaccessibili, occhi alla ricerca di occhi, immagine alla ricerca di specchio. [If the sky that we look upon Should tumble and fall And the mountain should crumble to the sea I won't cry..]
Un'enorme casa vuota e silenziosa in cui incontrarsi ogni giorno e da riempire, tinteggiare, colorare, e qua una tenda lì un tavolo e due sgabelli, un bicchiere con un solo fiore, due tazze, poi tre, quattro. Un camino, un letto, tendine alle finstre, un fazzoletto di giardino. E come per magia anche il mondo fuori si trasforma, il sobborgo di periferia diventa un lago e compaiono vetrate immense, da starci i pomeriggi ad ammirare. E, raggi caldi e colori e musica da comporre insieme. Si erano trovati, imparando a riconoscersi nelle parole, nei suoni, in frasi da completare e desideri da incastrare. Imparavano e in fretta, parlavano lingue diverse ma chissà come mai continuavano a capirsi alla perfezione. La bambina seduta sulla sponda del lago increspato sotto la luna e il poeta irraggiungibile con lo sguardo dolce e con quel velo di tristezza, giusto all'incrocio tra una vita da inventarsi e un passato di cui comprendere il senso.Giusto all'incrocio, s'incontreranno nell'incredulità che questo scoprirsi e cercarsi, è tutto vero.[When the night has come And the land is dark And the moon is the only light we see No I won't be afraid Just as long as you...stand by me]
Makes you more visible inside me, you rise as I bow
Fight for every breath and breathe only you